Contro la violenza

Non può lasciare indifferenti ciò che è successo a Brindisi oggi.
Molte le iniziative organizzate per reagire alla violenza in tante città d’Italia.

A Milano dalle 18.30 in via Palestro.

Il commento al drammatico evento dal sito dell’associazione Libera

La partecipazione femminile e il “tema quote”

La mia video-intervista a cura di Womenomics sul tema della partecipazione politica delle donne e la legge sulle quote rosa, in occasione di Web@Femminile 2012

In Europa è un periodo di tanti e significativi cambiamenti

Ieri è stata una giornata importante per l’Europa, che si inserisce nel contesto di un periodo particolarmente denso di delicate decisioni volte a tracciare il futuro dell’Euro e dell’Unione nel suo insieme.

L’Ecofin, Consiglio di Economia e Finanza a cui prendono parte i Ministri dell’Economia e delle Finanze di tutti gli stati membri, ha ieri accordato il suo primo assenso al “growth compact”, un patto per la crescita che dovrà affiancare e integrare il più noto “fiscal compact” promosso da Nicolas Sarkozy e Angela Merkel e contenente misure di rigore volte a far tornare in regola i bilanci di tutti gli Stati membri. I Capi di Stato e di Governo discuteranno le linee base di questa misura nel prossimo Consiglio europeo straordinario, che si terrà il 23 maggio, ma sembra esserci un accordo sufficientemente diffuso sulla sua necessità, di cui si è detta convinta anche la Cancelliera Merkel.
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Women on Boards, Bruxelles 7 maggio 2012: la copertura stampa

L’evento di Bruxelles è stata un’occasione importante e speciale per presentare e poter discutere con attori internazionali della situazione delle quote: l’Italia in questo caso si è distinta essendo tra i primi tra gli stati membri a essere intervenuta sul tema.
La Commissaria Reding complimentandosi ha ribadito il suo impegno per una più equa partecipazione delle donne a partire dai consigli di amministrazione, ma che, in fondo, in qualche modo possiamo sperare diventi modello per una più consistente e significativa presenza femminile un po’ a tutti i livelli.
Anche la tornata elettorale appena passata ha testimoniato una crescente voglia delle donne di essere protagoniste: erano in tantissime nelle liste di queste amministrative.
Inoltre, a testimonianza di un impegno che si sta attivando da diverse parti per la promozione della partecipazione femminile, non posso non ricordare ancora la proposta di legge approvata la scorsa settimana alla Camera – e ora all’esame del Senato – che prevede l’introduzione della doppia preferenza nelle elezioni dei consigli regionali e comunali secondo una prospettiva di genere (scegliendo di esprimere due preferenze all’interno della stessa lista, non si potranno indicare due candidati dello stesso sesso).

L’interesse e l’attenzione crescente per questo tema hanno avuto come risultato una buona copertura stampa dell’evento di Bruxelles che una volta di più, appena prima dell’approvazione della legge per la doppia preferenza, ha riportato i riflettori su un aspetto di pari opportunità che mi sta molto a cuore.

Qui di seguito le principali uscite nazionali e internazionali che hanno raccontato l’evento di Bruxelles
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Quote nelle giunte locali e nei consigli regionali: ancora un passo avanti verso la parità

È un periodo in cui il cambiamento che si sta realizzando si avverte in maniera sensibile e si manifesta in piccole rivoluzioni concrete. Dopo il grande successo della legge sulle quote nei cda e dell’evento di Bruxelles, una di queste è per certo l’approvazione alla Camera, lo scorso 8 maggio, del testo unificato (in cui è compresa anche la proposta di legge presentata da me insieme a Guglielmo Vaccaro) recante misure per la promozione della parità di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali. Si tratta di un provvedimento importante che agisce in maniera profonda e significativa sull’attuale normativa.
La disposizione cardine viene enunciata nell’articolo 1, con cui si modifica il Testo Unico degli Enti locali sostituendo la parola “promuovere” con la più vincolante “garantire” in riferimento all’equilibrio di genere nelle giunte degli enti locali. Le misure concrete e specifiche riguardano i comuni con una popolazione superiore ai 5.000 abitanti: in primo luogo vengono istituite le “quote di lista”, che impediscono la presenza di oltre 2/3 di candidati di un solo genere in ogni lista; in secondo luogo, si modifica la normativa vigente istituendo la “doppia preferenza”, vale a dire la possibilità di votare due persone per il consiglio comunale a patto che appartengano a generi differenti.
Novità anche per i consigli regionali, per i quali lo Stato chiama la legislazione regionale (l’elezione del consiglio regionale è materia concorrente secondo la Costituzione, per cui lo Stato può dettare solo norme di indirizzo) alla promozione della parità di generi in materia elettorale.
Ai due generi deve chiaramente essere garantita anche pari accesso ai mezzi di informazione e, infine, le Commissioni esaminatrici per i concorsi pubblici dovranno garantire la presenza per almeno un terzo dei propri componenti del genere meno rappresentato.

Qui il testo approvato alla Camera e passato ora all’esame del Senato

La Giornata dell’Europa

Sessantadue anni fa, nelle prime ore del pomeriggio, Robert Schuman, Ministro degli Esteri francese e padre ideale dell’attuale Unione europea, pronunciava la dichiarazione con la quale prese avvio il processo di costruzione della Comunità europea.
Il Consiglio europeo, riunitosi a Milano nel 1985, non poteva pensare a un giorno migliore per l’istituzione della Giornata dell’Europa. Un giorno dedicato a conoscere ed esplorare non solo le istituzioni europee ma anche le nostre singole individualità come cittadini europei. Da quel 9 maggio 1950 abbiamo costruito un’identità e un’appartenenza che vanno ben oltre l’originaria relazione puramente economica, dando vita a un organismo sovra-statuale che ha garantito stabilità ai suoi membri sia sul piano internazionale sia, soprattutto, sul piano interno durante questa difficilissima crisi economica.
Sposo completamente le parole del Presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy quando incentiva l’abbandono del nazionalismo, affermando che “chi sostiene che il proprio Paese può avere successo percorrendo il cammino da solo mente” e soprattutto che “se non avessimo l’Europa i costi sarebbero incredibilmente alti”. Mi trovo in disaccordo, invece, rispetto alla sua affermazione secondo cui “l’Unione europea non diventerà mai gli Stati Uniti d’Europa”. Credo, infatti, che questo sia non solo un obiettivo possibile ma anche lo scopo che tutti noi dovremmo prefiggerci: la creazione di una grande Europa che, nel rispetto delle storie e delle culture nazionali, abbracci tutti e ognuno in un progetto molto più ampio che rappresenta la naturale conclusione del processo di integrazione europea.

«Quote rosa: Ue; Reding,Italia esempio da seguire per donne cda»

ANSA, 7 maggio 2012
BRUXELLES – L’Italia è un ”esempio da seguire” per quanto riguarda le quote rosa nei consigli di amministrazione (cda) delle società: ne è convinta la commissaria Ue alla Giustizia, Viviane Reding, che ha ospitato oggi a Bruxelles le parlamentari Lella Golfo e Alessia Mosca per fare il punto su questo tema in vista della fine della consultazione pubblica lanciata dall’esecutivo Ue su questo argomento all’inizio di marzo.

”Per me l’Italia è un esempio da seguire in questo campo, perché ha fatto la legge e quindi è stato messo in moto un meccanismo”, ha detto Reding nel corso di una conferenza stampa congiunta con Golfo e Mosca. ”Avere più donne alla guida delle imprese non rappresenta un costo, ma un guadagno economico – ha aggiunto -. Le donne fanno sul serio e insieme possiamo farcela”.
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