Welfare: chi a cuore il futuro del paese deve agire ora

alessiaIl richiamo del governatore di Bankitalia Mario Draghi sul tema delle pensioni ha posto il dito in una piaga aperta da tempo nel nostro paese e scatenato - come era facile prevedere - una guerra di religione tra favorevoli e contrari alle riforme. L’approccio peggiore, a mio modo di vedere, che rischia di ricalcare il solito vizio italiano del gattopardismo, del “cambiare tutto, per non cambiare nulla”. Intendo partecipare al dibattito rfiutando ogni posizione preconcetta e attenendomi ai dati. Oggi lo stato sociale, che assorbe il 15% della ricchezza prodotta in Italia, è tutto sbilanciato sulla spesa pensionistica. Ci sono pensioni d’oro e rendite di posizione che non hanno alcuna giustificazione e che sottraggono risorse per il presente e per il futuro. Che impediscono di accompagnare l’inserimento al lavoro dei più giovani e il reinserimento di chi ha perso il posto a causa della crisi, che penalizzano i precari e rendono tremendamente difficile la conciliazione tra famiglia e lavoro per le donne. Una serie di squilibri destinati ad aggravarsi nei prossimi anni. Mi chiedo: è questo che vogliamo per il nostro paese? È questo che vogliono coloro che si ergono a paladini dei più deboli? Dal ministro del lavoro Sacconi ad altri esponenti politici e delle parti sociali è arrivata una frenata ai progetti di riforma, motivata dalla crisi economica: “Aspettiamo la ripresa per decidere” è l’atteggiamento prevalente, che nasconde una miopia di fondo. La storia insegna che i periodi di crisi sono i momenti migliori per correggere le storture e ripartire. Aspettare non farebbe altro che aggravare le cose. Al tempo stesso resto convinta che ogni decisione debba essere presa non con intenti punitivi, ma favorendo scelte consapevoli dei consumatori. Con l’Associazione 360 abbiamo messo a punto nei mesi scorsi Pensaciadesso, appello-manifesto per un Welfare sostenibile. Ci siamo mossi seguendo due convinzioni: così com’è strutturato, lo Stato sociale non è in grado di reggere nel medio periodo; al contempo non si possono obbligare i lavoratori a restare al lavoro controvoglia. Così abbiamo pensato a una soluzione che consente di scegliere se restare o meno al lavoro oltre l’età oggi prevista: più si prolunga la vita lavorativa, più si guadagna. Inoltre, tutti i risparmi del sistema vanno a finanziare incentivi e ammortizzatori sociali per i lavoratori più giovani, soprattutto quelli che hanno contratti atipici. Sul tema della flessibilità in uscita si è raggiunta un’intesa bipartisan in Parlamento, sfociato in un ddl. Il mio appello al resto del Parlamento, alle parti sociali e all’opinione pubblica è di partire da questo progetto: discuterne, apportare le correzioni se necessario, ma poi decidere. Se restiamo fermi, facciamo solo il gioco di chi ha interesse a conservare i propri privilegi, a danno di tutti gli altri.

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6 Risposte a “Welfare: chi a cuore il futuro del paese deve agire ora”


  1. 1 Giuseppe

    Ciao Alessia,
    Quello che dici ha sempre senso. Si vede proprio che il Welfare è il tuo punto forte.
    Sicuramente il sistema in Italia bloccato. Chi siede sul gradino più alto mai vorrà scendere perché “crede” di essersi “meritato” tutto quanto, privilegi di ogni tipo compresi. Eppure uno stato generoso come quello italiano dovrebbe capire che la
    redistribuzione più equa possibile è il vero segreto delle società del futuro.
    C’è della gente che considera comunisti chi vuole la redistribuzione. Invece credo
    che la vera evoluzione del genere umano si avrà quando saremo sempre più indipendenti da economie e denaro.
    Cmq io direi pensione uguale per tutti, grandissimo allineamento portato con gradualità. Poi se vorrai avere una pensione più alta durante la vita lavorativa fai un’integrazione con un pensione privata. In altri paesi europei a quanto ne so fanno già così. Speriamo solo che questi privilegiati conservatori non siano sempre gli stessi che aderiscono allo scudo fiscale altrimenti siamo proprio fregati!
    Se riuscirai a portare il Welfare ad un compimento vicino alle tue aspettative ti
    MERITI un bel tappeto rosso con petali di rosa.

    Buon lavoro a tutti.

    Giuseppe

  2. 2 MORTEN

    Cara Alessia e Giuseppe fatemi capire.
    Di recente Mastrapasqua,presidente dell’Inps,ha detto che il sistema tiene,
    lo stesso Bersani ha di recente affermato che non e’ urgente alzare l’eta pensionabile ed e’ vero che Draghi si e’ pronunciato in favore dell’innalzamento ( opinione personale quale addetto ai lavori: e’ meglio che Draghi si occupi della banche italiane ) ma ha anche elogiato Sacconi x le misure messe in campo x gli armotizzatori sociali.Non dimentichiamoci che dal 2015 (ormai dietro l’angolo) ci sara’ l’adeguamento dell’eta’ pensionabile all’aspettativa di vita.
    La mia domanda quindi e’ :perche’ alzare ulteriormente ??????????
    Inoltre il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo fara’ si’ che la pensione negli anni a venire sara’ intorno al 50%-60% dell’ultino stipendio percepito ed vi ricordo che 2 anni fa’ i lavoratori si sono visti espropiati( governo Prodi?non ricordo) delle liquidazioni finite nei fondi pensioni x creare il secondo pilastro previdenziale.
    Personalmente dico BASTA.
    Per sostenere il welfare TAGLIAMO I VERI SPRECHI !!! Quali??
    -Gli sprechi che hanno generato voragine nei bilanci della’ sanita’ di Campania,Sicilia, Lazio ect.
    -Le ferroverie dello stato con bilanci sempre in perdita
    -Il numero spropositato di invalidi al sud
    -Il diritto di pensione( non ti offendere Alessia) che i parlamentari acquisiscono dopo 2 anni e 1/2 di legislatura
    -Il numero di parlamentari che tutti i partiti vorrebbe ridurre in campagna elettorale ,ma che poi nessuno fa’ una volta al governo
    ect ect ect .
    NON PENSI ALESSIA CHE SI POSSA INIZIARE DA QUI A RECUPERARE DENARO DA DESTINARE AL WELFARE ,SENZA TOCCARE COME SEMPRE SUCCEDE I LAVORATORI ??

  3. 3 GIulianO

    Morten, secondo me dici alcune cose vere e altre completamente sbagliate!
    è vero che tra qualche anno ci sarà un adeguamento dell’età pensionabile all’aspettativa di vita, ma ancora oggi non si sa su quali parametri verrà fatto il calcolo, tanto che si parla spesso di rivedere i coefficienti per abbassare le pensioni future. prodi non ha espropriato un bel nulla: ognuno di noi lavoratori era libero di aderire o meno ai fondi pensione. se non hai scelto, fattene una colpa: avresti dovuto prestare attenzione. io ho optato per i fondi: basta mettere a confronto la fiscalità di questi strumenti con quella del tfr per capire cosa ci convine scegliere. bene per il resto: tagliamo gli sprechi, iniziando dalle pensioni d’oro. anche se dobbiamo essere consapevoli che mancano ancora molti soldi per garantire ai giovani una pensione dignitosa, ecco allora che è necessario riformare il sistema attuale, troppo sbilanciato a tutela di pochi privilegiati.
    infine un appunto: nel post si parla di rimodulare i pesi delle diverse componenti del welfare, non di togliere qualcosa……..
    ciao

  4. 4 alessandro pinzan

    Iniziamo a fare una cosa molto semplice: a chi è appena entrato all’interno del mercato del lavoro, oppure chi ha perso il lavoro e rientra, dovrebbe essere applicata una aliquota contributiva minima, che cresca nel tempo Ciò consentirebbe ai giovani di poter uscire di casa, prendere in affitto o acquistare una casa… insomma farsi una vita.
    L’aumento dell’età pensionabile è una cosa ragionevole visto che la vita ha una maggior durata.. ma occorre favorire ed incentivare negli ultimi anni di vita lavorativa l’impegno del futuro pensionato nel volontariato e nei corsi di formazione per i giovani. perchè ci sono tanti anziani che aq questa società potrebbero dare tanto ma non sono messi in gardo di farlo.
    Un’ultima cosa: domenica prossima le primarie, che siano l’inizio di un nuovo cammino per il PD e per il nostro paese!!!

  5. 5 MORTEN

    Vediamo di chiarire alcuni punti,cosi’Giuliano forse capirai che sei tu quello che dice cose sbagliate.
    Per comprendere che si e’ trattato di un’espropio,e di espropio si e’ trattato,si deve ricordare la situazione dell’inps e quindi dello stato 2-3 anni fa’.Non aveva piu’ soldi e non avrebbe retto all’incremento vertiginoso di pensionati che da li’ a poco si sarebbe concretizzato.E’per questo motivo che il legislatore ha inventato la riforma del tfr.Alla base non c’era certo la volonta’ di sensibilizzare i contribuenti verso un discorso previdenziale o di scelte,c’era SOLO IL DESIDERIO DI FARE CASSA.E cassa e’ stata fatta allungando le mani nelle nostre tasca e in quelle dell’aziende, con grande gioia di alcuni poteri forti come banche,sim,assicurazioni,merchant bank che si son visti piovere dal cielo quattrini.
    Passiamo alla mia scelta a detta delle tue parole ,mancata.
    La mia scelta era gia’ stata fatta anni prima, non aspetto certo il governo x muovermi, ma il legislatore me l’ha eliminata con una sua imposizione.
    Avendo gia’ un fondo pensione di categoria e versando chiaramente contribuiti all’inps, HO SEMPRE VOLUTO CHE IL MIO TFR RIMANESSE IN AZIENDA,a prescindere da vantaggi fiscali o meno,ma solo xche’ era sotto il mio controllo.io ,come altri miei colleghi, volevamo che il tfr non andasse ad incrementare ne’il fondo di categoria ne’ il fondo speciale inps.Prodi questa’ volonta’ c’e’ l’ha negata x sempre.
    Infine un’appunto al tuo appunto.Il mio scritto non e’ contro un’eventuale riequilibrio del welfare,e’ CONTRO IL METODO PROPOSTO per ridare equilibio.
    ciao

  1. 1 A proposito di Welfare e riforme at Alessia Mosca

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