La crisi economica ha riacceso il dibattito sul tema della flessibilità e della precarietà , due aspetti del mercato lavorativo di oggi e non semplicemente due modi di vedere uno stesso fenomeno. Le discussioni e gli sconti non si limitano solo alle opportunità di entrata e di uscita dal lavoro, ma anche alle modalità di svolgimento dell’attività . Nei giorni scorsi, il Corriere della Sera ha dedicato un approfondimento ai “nuovi tempi delle donne” soffermandosi sui casi di donne che vorrebbero restare al di là dei tempi indicati per legge. La mia posizione su questo punto è chiara: serve una regolamentazione generale capace di scongiurare gli abusi, ma vanno previste finestre a tutela delle libertà individuali. Dovrebbe, insomma, prevalere il buon senso, elemento essenziale anche per riformare gli altri aspetti del Welfare. Come nei tempi di uscita dal lavoro: l’allungamento dell’età media impone di rivedere il sistema pensionistico, ma come più volte ho detto in passato occorre mettere in campo misure premianti per i lavoratori che decidono di proseguire nonostante il raggiungimento dei requisiti pensionistici. Qualsiasi altra soluzione sarebbe ingiusta.
Per approfondire: l’appello Pensaci adesso, riforma del welfare subito














0 Risposte a “La flessibilità necessaria per ripartire”