Brexit Weekly Update: l'inizio ufficiale dei negoziati

19 giugno 2017 0 commenti

Questa mattina per la prima volta Unione Europea e Regno Unito si sono seduti allo stesso tavolo per discutere i termini della Brexit. I mesi scorsi sono, infatti, serviti ai due Paesi per elaborare la propria posizione e la propria strategia, ma ancora non c’era stato nessun incontro ufficiale.

Il primo round negoziale è, dunque, cominciato questa mattina alle 11, con un incontro a Bruxelles tra il capo-negoziatore europeo, Michel Barnier, e l’omologo britannico, David Davis, entrambi accompagnati da una squadra di collaboratori. Non possiamo ancora dirvi come siano andati i lavori perché sono ancora in corso: finiranno alle 18.30 e saranno seguiti da una conferenza stampa, dalla quale ci si aspetta di ottenere qualche informazione in più.

Al momento è difficile anche solo fare previsioni su cosa stia accadendo, perché l’incontro di oggi avviene in un clima di totale incertezza, tanto che fino all’ultimo è stata addirittura ventilata l’ipotesi di un rinvio. Questa situazione dipende totalmente dal confuso quadro politico britannico e dallo scontro all’interno del Partito Conservatore: ancora non è chiaro se dopo la sconfitta elettorale Theresa May continuerà sulla linea intransigente sostenuta nei mesi scorsi o se, invece, cederà alle pressioni di chi le chiede di ammorbidire le posizioni. Le frizioni all’interno della maggioranza sono talmente forti che il nuovo Governo non è ancora riuscito a preparare il Queen’s speech (ossia il tradizionale discorso con cui il Governo britannico delinea le proprie priorità) né a inviare all’Unione Europea, in vista dell’incontro di oggi, un documento ufficiale con le proprie posizioni (prassi comune a cui, da parte sua, l’UE ha regolarmente adempiuto).

Da questo lato della Manica, invece, la situazione è assolutamente chiara: le istituzioni europee hanno fissato ormai da tempo le proprie priorità e tutte le posizioni sono pubbliche e reperibili su internet; inoltre, sono stati preparati numerosi studi sulle diverse conseguenze di ogni possibile tipo di accordo, il che permetterà di valutare ogni proposta britannica potendone calcolare l’impatto economico e sociale. Non resta ora che aspettare di conoscere cosa proporranno i britannici, visto che l’evoluzione delle trattative dipende soprattutto da quanto le loro posizioni iniziali saranno vicine o lontane da quelle europee.

Diversi commentatori temono, tuttavia, che oggi si avanzerà poco sui contenuti, sostenendo che l’incertezza è tale che la maggior parte del tempo sarà usata per discutere dei termini tecnici sul modo di portare avanti i negoziati, come, ad esempio, ogni quanto avranno luogo gli incontri e dove. Questo ultimo punto è particolarmente controverso: la Commissione Europea ha chiesto che la quasi totalità degli incontri si svolga a Bruxelles, mentre il Regno Unito aveva inizialmente chiesto che la metà si svolgesse a Londra. Sembra che, però, negli ultimi tempi il Regno Unito stia aprendo alla richiesta europea, dal momento che a Bruxelles hanno sede tantissimi uffici legali o di consulenza, che entrambe le parti potrebbero contattare in tutta facilità nel caso emergano difficoltà tecniche (cosa che verosimilmente a un certo punto accadrà). Certamente si tratta di una questione marginale, ma la decisione che verrà presa ci dirà molto sull’atteggiamento che Unione Europea e Regno Unito adotteranno nella trattativa, se sarà un approccio molto incentrato sui simbolismi dei rapporti di forza o se, invece, sarà maggiormente pragmatico.

Saprò dirvi qualcosa di più preciso mercoledì, quando si riunirà il gruppo di monitoraggio del Parlamento europeo sui futuri rapporti commerciali col Regno Unito, di cui faccio parte nella veste di responsabile per il gruppo S&D. In quest’occasione avrò la possibilità di discutere con alcuni rappresentanti della Commissione Europea e di porre domande precise su come sono andati i negoziati e sui prossimi passaggi. Vi terrò aggiornati.

 



ALESSIA MOSCA
Membro del parlamento europeo